Osservazioni Iniziali al Progetto Idrovora di Lissaro

Tutto e’ cominciato da qui:  osservazioni preparate e poi firmate (a tempo di record) da 35 capi-famiglia in 2 giorni – un tempo ristrettissimo, ma era tutto il tempo che c’era a disposizione.

Quello che trovate qui e’ il testo informatico recuperato con una certa dificolta’ da un vecchio computer; la formattazione non e’perfetta e si e’ dovuta adattarla a questo sito; mancano la marca da bollo da 20.000 lire sulla prima pagina e le firme dei 35 capi-famiglia (assieme alla data posta a penna: 17 dicembre 1997), ovviamente presenti nel documento originale.

La data: 17 dicembre 1997

 

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Spett.le

Presidente della Giunta Regionale

Regione Veneto

Sede

 

Ufficio Regionale del Genio Civile

di Padova

Sede

 

Ispettorato Regionale per l’Agricoltura

Di Padova

Sede

 

Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta

Sede

 

Presidente della Provincia di Padova

Sede

 

Presidente della Provincia di Vicenza

Sede

 

e p.c.          Sindaco del Comune di Veggiano

Sede

 

Sindaco del Comune di Mestrino

Sede

 

Sindaco del Comune di Rubano

Sede

 

Sindaco del Comune di Saccolongo

Sede

 

Sindaco del Comune di Selvazzano Dentro

Sede

 

 

Oggetto: Progetto di “Sistemazione idraulica dell’asse Padova-Vicenza

Tra Fiume Ceresone e Canale Brentella – IMPIANTO

IDROVORO LISSARO” del Consorzio di bonifica

Pedemontano Brenta, approvato con deliberazione della

Giunta Consorziale n. 9/3 in data 12.01.96

 

I sottoscritti, residenti nell’area interessata dal progetto “Impianto idrovoro Lissaro” e le cui abitazioni e proprietà sono adiacenti ai fiumi Tesinella (dalla figura 3 della relazione tecnica del Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta si evince che l’inizio del Tesina Padovano viene considerato il punto in cui il Tesinella entra in provincia di Padova, e che il tratto del Tesina Padovano tra il punto in cui il Ceresone Nuovo –altrimenti detto Ceresone Grande- si immette nel Tesinella-Tesina ed il punto in cui il Tesina si immette nel Bacchiglione viene chiamato sia Fiume Tesina che Fiume Tesina-Ceresone), Tesina, Ceresone Piccolo, Ceresone Nuovo (o Ceresone Grande), hanno preso atto, ancorché in tempi non congrui, data la limitatezza del tempo, del progetto “Impianto idrovoro Lissaro” del Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta.

Tenuto conto del fatto che la sistemazione idraulica dell’asse Padova-Vicenza tra Fiume Ceresone e Canale Brentella è certamente necessaria, i sottoscritti non possono non fare le seguenti osservazioni.

1.     La realizzazione dell’impianto di Lissaro viene giustificata con la necessità di smaltire le acque di pioggia provenienti dalle aree urbane; nella relazione tecnica del Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta si rileva come tali aree urbane si siano grandemente estese nel recente passato; si rileva inoltre che “…le portate che devono essere convogliate dalla rete di bonifica si incrementano a dismisura (si valuta un fattore di moltiplicazione pari a 10 passando da zona agricola ad urbana).”.

Tuttavia, quando nella stessa relazione tecnica si considera l’influenza dello scarico nel corpo recipiente, si afferma che “ l’effetto delle portate scaricate nel corpo recipiente f. Ceresone Piccolo-Tesina Padovano-Bacchiglione è da ritenersi trascurabile per i seguenti motivi: ………- la portata scaricata è di entità trascurabile rispetto alla portata massima pari a 442 mc/s che rappresenta l’evento più rilevante verificatosi nel periodo 1930-1965 ed ancora meno significativo rispetto alla portata di 600 mc/s del 5 novembre 1966…..”

Nel progetto “Impianto idrovora Lissaro” non vengono assolutamente presi in considerazione gli effetti dell’urbanizzazione avvenuta dal 1966 ad oggi; a causa di tale urbanizazione, la quantità di acqua piovana scaricata nel Tesinella-Tesina, nel Ceresone Nuovo (o Ceresone Grande), nel Ceresone Piccolo e nel Bacchiglione è enormemente aumentata.

E’ quindi evidente che nel progetto “Impianto idrovora Lissaro” l’urbanizzazione avvenuta negli ultimi anni viene addotta a motivo per la realizzazione dell’impianto di Lissaro, ma che non vengono considerati gli effetti di tale urbanizzazione nel valutare l’influenza dello scarico dell’impianto di Lissaro sul sistema Tesinella-Tesina – Ceresone Piccolo, Ceresone Nuovo (o Ceresone Grande) – Bacchiglione.

2.      Nella relazione tecnica del Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta, nel punto in cui si tratta dell’influenza dello scarico dell’impianto di Lissaro nel corpo recipiente, si asserisce che “…- l’effetto dell’immissione dell’intera portata sollevata nelle condizioni di golena sommersa nel Bacchiglione comporta un sovralzo del livello idrometrico dell’ordine di qualche centimetro, in conseguenza della notevole ampiezza delle espansioni golenali esistenti in prossimità dello scarico tanto nel f. Bacchiglione che nel tronco del f. Ceresone Piccolo – Tesina Padovano di monte;”.

E’ evidente che non è stato fatto alcuno studio approfondito sugli effetti che il rialzo del livello idrometrico potrebbe avere sui fiumi Ceresone Piccolo, Ceresone Nuovo (o Ceresone Grande), Tesinella-Tesina; è inoltre evidente che non è stato considerato lo stato del letto, delle rive e degli argini di tali fiumi.

A tale proposito, si ricorda che:

  • Da decenni non viene più praticata la pulizia del letto e delle rive dei fiumi in oggetto (ad eccezione di un breve tratto del Ceresone Nuovo – o Ceresone Grande). In particolare, le condizioni del Tesinella-Tesina tra il punto in cui il Ceresone Nuovo (o Ceresone Grande) si immette nel Tesinella (si fa notare come dal confine Grisignano di Zocco-Veggiano fino alla confluenza del Ceresone Nuovo – o Ceresone Grande – il Tesina Padovano venga normalmente considerato Tesinella) dando vita al Tesina (indicato sia come Tesina che come Tesina-Ceresone nella figura 3 della relazione tecnica del Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta) ed il punto in cui il Tesina si immette nel Bacchiglione sono pessime: il letto del fiume si è notevolmente innalzato, e le rive sono piene di ostruzioni.
  • Il Tesinella (o Tesina, secondo la figura 3 della relazione tecnica del consorzio di bonifica), nel tratto che va dal confine Grisignano di Zocco – Veggiano al ponte di via Sguazzina (Veggiano) non è protetto contro le piene: il piccolo argine privato esistente lungo la riva sinistra del fiume si è più volte rivelato totalmente inadeguato. In particolare, nel 1992 solo l’intervento dei privati cittadini consentì di evitare, anche per la clemenza del tempo, la tracimazione del fiume; si fa notare che le precipitazioni verificatesi in tale occasione non furono nemmeno lontanamente paragonabili a quelle del 1966, quando tale piccolo argine fu spazzato via.

3.   Nei momenti di piena, si ha un riflusso delle acque del Bacchiglione, e conseguentemente del Tesinella-Tesina, del Ceresone Piccolo e del Ceresone Nuovo (o Ceresone Grande), verso monte; considerato il pessimo stato (di cui si è detto al punto 2), il percorso contorto e l’altezza delle rive del Tesina tra il punto in cui il Ceresone Nuovo (o Ceresone Grande) si immette nel Tesinella (o Tesina, secondo la figura 3 della relazione tecnica del Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta) ed il punto in cui il Tesina si immette nel Bacchiglione (ovvero il tratto indicato sia come Fiume Tesina che come fiume Tesina-Ceresone nella figura 3 della appena citata relazione tecnica), nonché la diretta esperienza dei sottoscritti, si può asserire che gli effetti di tale riflusso sono massimi nella zona in cui il Ceresone Nuovo (o Ceresone grande) ed il Ceresone Piccolo si immettono nel Tesinella-Tesina. Si pone l’accento sul fatto che l’impianto “Idrovora Lissaro” scaricherebbe nel Ceresone Piccolo in tale zona. Si ricorda inoltre che il tratto del Tesinella-Tesina costeggiato da un piccolo ed inadeguato argine privato di cui si è detto al punto 2 si trova in tale zona.

Si ritiene dunque che la realizzazione dell’impianto di Lissaro possa avere un effetto deleterio maggiore di quanto si potrebbe supporre considerando la quantità di acqua (4 mc/s secondo la relazione tecnica del Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta) scaricata nel Ceresone Piccolo

4.    L’eventuale entrata in funzione del grande depuratore consortile di Grisignano di Zocco, depuratore che scaricherebbe nel Tesinella-Tesina, renderebbe la situazione catastrofica; si ricorda che tale depuratore è situato al confine tra Grisignano di Zocco e Veggiano, ovvero dove (come fatto notare al punto 2), lungo la riva sinistra del Tesinella (Tesina secondo la figura 3 della relazione tecnica del consorzio di bonifica Pedemontano Brenta), esiste solo un piccolo ed inadeguato argine privato.

Nella relazione tecnica del Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta tale depuratore e la sua eventuale entrata in funzione non vengono assolutamente presi in considerazione. Si fa inoltre notare che in caso di piena vaste aree sarebbero sommerse da liquami.

Già nelle condizioni attuali, ovvero senza l’impianto idrovoro di Lissaro, l’entrata in funzione del depuratore consortile di Grisignano di Zocco provocherebbe, alla prima piena, la quasi certa tracimazione del Tesinella (Tesina, secondo la figura 3 della relazione tecnica del Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta) nel tratto che va dal confine Grisignano di Zocco – Veggiano fino al ponte di via Sguazzina (Veggiano). Si fa inoltre notare che il depuratore consortile di Grisignano di Zocco non è lontano dalla zona critica di cui si è detto al punto 3.

5.     Nelle premesse della relazione tecnica del Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta si asserisce che obiettivo dell’intervento di Lissaro è “…ridurre le portate in arrivo agli scoli Mestrina e Bappi, creando una nuova strada allo scolo Scolauro e portandolo a scaricare con apposito sollevamento nel fiume Ceresone Piccolo.”.

A giudizio dei sottoscritti, tale obiettivo si potrebbe ottenere utilizzando il grande fossato che costeggia il lato nord della statale Vicenza-Padova, fossato che è attualmente sotto-utilizzato.

6.      Un impianto di sollevamento, quale sarebbe l’impianto di Lissaro, non rispetta il flusso naturale delle acque (da monte verso valle, secondo la pendenza naturale del terreno).

Un impianto di sollevamento dovrebbe quindi essere realizzato quando non vi siano altre vie di incanalamento delle acque; è evidente che questo non è il caso del progetto “Impianto idrovora Lissaro”.

7.     Nella premessa della relazione tecnica del Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta si asserisce che “…le scelte tengono conto del fatto che si opera in una zona in cui l’ampliamento dei canali esistenti diviene economicamente impossibile nei tratti urbani.”.

Questo fa dedurre che il fattore economico è stato fondamentale nelle scelte del consorzio di bonifica Pedemontano Brenta, tanto forse da prevalere sulle considerazioni sulla sicurezza dei cittadini dell’area interessata dal progetto “Impianto idrovora Lissaro”.

Si potrebbe considerare quanto in termini di manutenzione e completamento delle opere di difesa del sistema idrico Tesinella-Tesina-Ceresone Piccolo-Ceresone Nuovo – (o Ceresone Grande-) Bacchiglione si potrebbe realizzare con £ 1.550.000.000 (un miliardo cinquecentocinquanta milioni).

A tale proposito, si sottolinea come nel 1992 una chiavica lungo il Tesina abbia ceduto nei presi del ponte “Dei Pedagni” (Veggiano) a causa della totale mancanza di manutenzione; in tale occasione, i privati cittadini dovettero provvedere personalmente alla riparazione e quindi alla sicurezza delle proprie famiglie.

8.     Non va dimenticato che ogni PRG deve tenere presenti i flussi delle acque e l’incidenza sugli scoli. Ciò deve riguardare non solo la zona interessata, ma anche le conseguenze sulle zone limitrofe che non possono patire le conseguenze umane ed economiche delle scelte urbanistiche altrui.

I sottoscritti, nel ribadire quindi che:

  • La realizzazione del progetto “Impianto idrovoro Lissaro” del Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta rischia di pregiudicare gravemente la sicurezza di cose e persone;
  • Lo stato di abbandono o la mancanza (vedi punto 2. riva sinistra del Tesinella – Tesina secondo la figura 3 della relazione tecnica del Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta) delle opere del sistema idrico Tesinella-Tesina-Ceresone Nuovo (o Ceresone Grande)-Ceresone Piccolo-Bacchiglione rende già ora la situazione inaccettabile (a questo proposito, si rammenta quanto accaduto in Piemonte pochi anni fa);
  • Le giustificazioni addotte dal Consorzio di Bonifica Pedemontano Brenta per la realizzazione del progetto “Impianto idrovoro Lissaro” non sembrano valide;
  • Il Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta dovrebbe adoperarsi per la manutenzione del sistema idrico e per il completamento delle opere di difesa e non per aggravare la già critica situazione, con il rischio che il territorio interessato dal progetto “Impianto idrovoro Lissaro” divenga un vaso d’espansione.

Si riservano di produrre in tempi congrui uno studio del sistema idraulico della zona e comunque di difendere l’interesse delle famiglie e la redditività dei terreni coltivati.

Fanno inoltre presente che il Consorzio di bonifica Pedemontano Brenta sarà ritenuto responsabile di ogni eventuale danno a cose o persone derivante dalla realizzazione del progetto “Impianto idrovoro Lissaro”.

In fede

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