Veggiano, la chiesa, la parrocchia e la nuova circolazione del centro

In paese qualcuno cerca di giustificare la nuova (e per noi pericolosissima) circolazione dicendo che chi usciva dalla chiesa o dalla parrocchia (che poi e’ lo stesso, no!?) si sentiva in pericolo.

Il motivo?

Secondo queste giustificazioni, le auto che arrivavano da Padova imboccavano l’entrata davanti alla chiesa ad altissima velocita’.

 

Il nostro commento?

Chiunque abbia fatto la curva per entrare da Padova sa che si poteva fare solo in terza, dopo avere frenato e cambiando prima o subito dopo avere imboccato la curva, altrimenti si andava a sbattere addosso allo sparti-traffico.

Impossibile imboccarla ad alta velocita’, anzi, impossibile imboccarla a velocita’ piu’ che moderata.

La curva era davanti alla chiesa: secondo voi, che velocita’ poteva raggiungere un’auto in pochi metri, ovvero nel tempo per liberare completamente l’area antistante la chiesa di Veggiano? Badate bene: assumendo che tutti gli automobilisti volessero fare Schumacher.

La nostra esperienza e’ semplice: soprattutto in presenza di pedoni,  cautela da parte degli automobilisti provenienti da Padova.

Il nostro commento: per noi si tratta solamente di scuse.

 

Aggiungiamo.

Il problema era l’opposto: talvolta, per quanto piano si passasse davanti alla chiesa, alcuni non si spostavano o si spostavano molto di malavoglia, soprattutto la sera.

Ora ci chiediamo: perche’ la nuova circolazione si, e le assodate necessita’ di Via Sguazzina no? Badate bene: anche le persone di via Sguazzina vanno in chiesa.

Anzi, perche’ ‘peggiorare’ la situazione della martoriata via Sguazzina?

Perche’ le ‘lamentele’ di non meglio specificata fonte’ si e … ed invece una richiesta scritta di incontro con il sindaco da parte del comitato di via Sguazzina no, nel senso che ha ricevuto un rifiuto da parte del sindaco di Veggiano?

I cittadini di via Sguazzina e chiunque vada a scuola od in palestra si ritrovano con il Kaos gratis.

Che ne pensano i genitori dei ragazzi che vanno a scuola?

 

Ci chiediamo dell’altro, ma questo un’altra volta, forse.

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